NEW YORK - Quindici banche italiane declassate. L'agenzia Standard & Poor's vede ancora nero il futuro dell'Italia e rivede al ribasso la valutazione di ben 15 dei nostri istituti bancari, giudicati come troppo vulnerabili. Confermati invece i rating di Unicredit, IntesaSanpaolo e Mediobanca.
La recessione italiana sarà più lunga e di profonda del previsto: l'agenzia ha infatti previsto per il nostro paese un calo del pil del 2,1% nel 2012. E la ripresa tanto auspicata non ci sarà nemmeno nel 2013, quando Standard & Poor' valuta che ci sarà un ulteriore calo del pil dello 0,4%.
L'Italia che sta quindi faticando, e continuerà a faticare di più rispetto agli altri grandi Paesi europei per riprendersi perchè, secondo l'agenzia, non è uscita mai completamente dalla recessione economicia del 2008-2009.
La situazione ci recessione economica si riflette, inevitabilmente e negativamente, sugli istituti bancari: "Pensiamo che la vulnerabilità delle banche italiane al rischio di credito dell'economia stia aumentando. L'insieme dell'aumento degli asset che presentano criticità e la riduzione delle riserve per la copertura delle perdite sui prestiti espone le banche a un possibile aumento delle perdite, soprattutto se il valore degli asset collaterali si deteriorasse".
Questa la spiegazione tecnica fornita da Standard & Poor's in un comunicato stampa per spiegare la scelta di declassare 15 banche italiane (tra le quali figurano anche Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Banca Popolare di Vicenza e Banca Popolare di Milano). Alzato dall'agenzia anche il rischio economico legato all'Italia, che è passato da '4' a '5'.





