18 Maggio 2012

"Disapprovare la pioggia": la cultura omosessuale fa outing al Caffe' 602 di Spoltore

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cultura omosessualeSPOLTORE - Il Caffè 602 di Spoltore (PE) ha inaugurato il nuovo anno ospitando il progetto culturale "Disapprovare la pioggia: letteratura, arte e media in marcia con la cultura omosessuale", dedicato, appunto, al tema dell'omosessualità.
Il progetto, che prevede una serie di incontri a cadenza quindicinale, è stato inaugurato lo scorso 14 Gennaio con l'appuntamento dedicato ad Oscar Wilde, dal titolo “Io sono l’amore che non osa pronunciare il suo nome”: un'immersione nell'Inghilterra vittoriana, tra le pagine di vita di Oscar Wilde e del suo tormentato amore per il poeta inglese Alfred "Bosie" Douglas, con il contributo delle voci di Orazio Di Vito e Raffaella Cardelli del Teatro dei Guasconi di Pescara e della musica di Fiorenza Panaccio, che ha accompagnato il racconto.
Durante gli incontri saranno coinvolti i molteplici aspetti dell’espressione artistica e del libero dibattito, che dalla storica data del 28 Giugno 1969 (giorno dei moti di Stonewall, durante il quale gli omosessuali del posto si scontrarono con la polizia statunitense che voleva arrestarli per la loro diversità) , hanno marciato accanto alla “Cultura omosessuale", in vista di un suo effettivo riconoscimento.
Narrativa, teatro, arte visiva, saggistica, cinema: tutti i media che abbiano affrontato direttamente o indirettamente il tema dell’omosessualità saranno proposti al pubblico, di serata in serata, di autore in autore, per esaminare le ragioni e gli effetti profondi di quella che, si legge sul comunicato stampa, "non è semplicemente una questione privata e sensuale, ma una differente concezione della vita poiché, come Goffredo Parise scrisse, ciascun uomo è ciò che è la sua sessualità".
Abbiamo posto alcuni quesiti a Roberta D'Intinosante, curatrice dell'evento.

D:Com'è nata l'idea di curare un progetto culturale sull'omosessualità e qual è stata la risposta dell'ambiente omosessuale al primo appuntamento del 14 Gennaio?

R: L’idea è nata in seguito alla mia partecipazione all’evento “Letterature, donne e omosessualità” nell’ultimo festival delle Letterature dell’Adriatico. In quell’occasione, infatti, Giovanni Di Iacovo mi ha invitata allo scopo di introdurre le due ospiti, Maura Chiulli e Federica Tuzi, attraverso una ricognizione dei precedenti storici della letteratura omosessuale. Probabilmente perché, nella recensione scritta per CORPO – Festival delle arti performative, ho toccato il problema proposto dell’identità di genere. Ad ogni modo, preparando l’introduzione ho scoperto esistere una data di nascita precisa della cultura omosessuale, il 28 Giugno 1969, quando un gruppo di omosessuali decisero di reagire ai continui soprusi della polizia, e rivendicare le loro libertà personali. A partire da questo, e da una riflessione innescata da l’Eroe negato di Francesco Gnerre, su una quantità di autori del Novecento ai quali è stata negata una delle loro principali fonti d’ispirazione: l’esperienza omoerotica, in nome di un’arte che liberi dalle passioni più “basse” dell’uomo … da questo è nata l’idea di creare un contesto in cui questa polvere del pregiudizio potesse essere rimossa. L’occasione concreta, è nata dall’incontro con Simona Francini, titolare del caffè 602.
Il fine di “Disapprovare la pioggia” è infatti dimostrare l’inscindibilità del legame vita, arte e sessualità, incarnato nell’aforisma già citato di Goffredo Parise, per cui “ciascun uomo, uno scrittore, un artista è ciò che è la sua sessualità”. Dunque dimostrare, che la negazione di uno di questi termini della relazione, è menomante ai fini di una critica esaustiva.
L’evento non intende essere rivolto esclusivamente ad un pubblico omosessuale, sebbene un evento che si propone di fornire loro delle radici culturali dovrebbe essere interessante soprattutto per gli omosessuali. “Disapprovare la pioggia” vuole essere un momento di condivisione eterogenea, presentando gli effetti dell’esperienza omoerotica semplicemente come una variante stilistica, concettuale nella produzione di artisti o opere note. Oscar Wilde ad esempio, trattato nel primo appuntamento, è un autore noto al grande pubblico, noto per una serie di aforismi dai quali emergono freddezza e cinismo, mentre il pubblico ha apprezzato “l’umanità”, la fragilità che il testo da me preparato, e magistralmente interpretato da Orazio Di Vito e Raffaella Cardelli, ha messo in risalto. Il pubblico omosessuale, quanto quello eterosessuale hanno risposto benissimo. Ma il principio da cui muove “Disapprovare la pioggia”è proprio dimostrare quanto, di fronte all’arte, ogni distinzione circa la fruizione sia irrisoria, ma quanto fondamentale debba essere invece per la critica. 

D: Quali sono gli artisti che prenderanno parte al progetto e com'è strutturato?

R: In questo percorso mi accompagneranno Orazio Di Vito e Raffaella Cardelli del Teatro dei Guasconi, e altri loro colleghi; Fiorenza Panaccio curerà le musiche e avremo ogni volta degli ospiti. Parleremo di letterati, registi, anche giornalisti, politici ... ogni ospite, ideale o reale chiamerà a se una struttura diversa. Per Oscar Wilde, il quale "viveva la propria vita come fosse un'opera d'arte" ho creato un testo assimilando in una biografia, lettere e opere; Per altri autori partiremo magari da un testo rappresentativo del tema, come l'orlando per Virginia Woolf o Carmilla; per altri temi si partirà da diapositive, oppure da una discussione con gli esperti.

D: L'aforisma da cui è stato tratto il titolo del progetto (“Mi è sempre sembrata un po' inutile la disapprovazione dell'omosessualità. È come disapprovare la pioggia.") è del politico inglese Francis Maude. Quanto è importante il fatto che sia stata detta da un conservatore?

R: E' importante, nella misura in cui esprime una differenza che non riguarda le persone, ma il grado di sviluppo di una civiltà. In questo caso quella inglese. Un’indifferenza tanto marcata nei confronti di questo argomento, nelle parole di un conservatore, significa che il Regno Unito ha consolidato una prassi che concerne il rispetto delle libertà personali ed attiene al diritto, e non alla politica. E dunque non è una questione di destra e sinistra, come lo è in Italia. Qui da noi, nessuno può permettersi di riferirsi all’argomento con toni indifferenti; a destra o a sinistra, tutti provano emozioni estreme parlando di omosessualità: sdegno, paura, rabbia, compassione. In Italia sembra ancora necessario trovare una qualche collocazione ad un fenomeno che esiste da quando esiste l’uomo, ancora ci si stupisce, ed ancora non siamo in grado di sospendere il giudizio.

D: Nel 2009 Amazon, uno dei più importanti siti di e-commerce made in Usa famoso soprattutto per la vendita di libri, ha improvvisamente cancellato 57 mila volumi dal suo catalogo, tutti accomunati dal tema dell'omosessualità, scatenando le polemiche del popolo gay.
Nonostante le scuse pubbliche del popolare sito ("E' stato un errore di catalogazione" fu la giustificazione degli addetti ai lavori), secondo molti si è trattato di un tentativo di censura in grande stile. Qual è la tua opinione in merito?

R: Sinceramente credo che Amazon sia una realtà troppo grande per incorrere in una simile leggerezza: anche perché la letteratura a tematica omosessuale riscuote sia il favore del pubblico di nicchia, sia dei lettori che ricercano generi non convenzionali. Ad ogni modo, la letteratura omosessuale raggiunge un’ampia fetta di pubblico e in secondo luogo, com’è possibile che non prevedessero reazioni di dissenso? Le uniche ragioni che riesco ad immaginare, dietro ad un simile atto, riguardano il famigerato errore di catalogazione, oppure il tentativo di risollevare un interesse, magari in calo, per quel genere letterario e informare in questo modo, di un’agevole reperibilità su Amazon.

D: In Europa Paesi come Spagna, Paesi Bassi, Svizzera, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda riconoscono legalmente le unioni omosessuali, mentre in Italia i gay sono spesso vittime di violenze e pregiudizi.

Il caso più recente risale al 5 Gennaio scorso, quando un ventenne di Vicenza ha cercato di suicidarsi a causa della brutta reazione dei genitori alla dichiarazione di essere omosessuale. Come vedi la condizione degli omosessuali italiani?

R: La difficile condizione degli omosessuali in Italia, durante l’evento, ci è stato raccontato esaurientemente dal Presidente di Arcigay Pescara, Gianni Di Marco, che ci ha assicurato che le nuove generazioni non hanno problemi ad interfacciare con l’omosessualità. Il problema dell’omofobia credo sia effetto di altre cause: come il clientelarismo della politica nei confronti della Chiesa cattolica, la quale, a sua volta non è la fonte ma lo strumento del consenso. Il problema principale è probabilmente che si tratta di un paese di anziani. Un paese di persone che hanno vissuto o sfiorato il fascismo, un paese affatto coeso e che vive, in larga misura, secondo logiche feudali. Siamo tutti spaventati, fanno in modo di spaventarci e spesso hanno bisogno di cercare gli untori. I popoli felici non hanno bisogno di raccomandarsi a dio, non hanno bisogno di una prospettiva di vita oltre la morte, e non possono accontentarsi del poco che riescono a conquistare, con sangue e fatica. Perché a quel poco, comunque, dovrebbe provvedere lo Stato. La nostra Costituzione parla delle formazioni sociali in cui si svolge la personalità, credo che assicurare questo pieno svolgimento sia il fine ultimo della politica.
Consiglio la lettura di “Maledetti froci e maledette lesbiche” di Maura Chiulli, un quadro sull’omofobia in Italia, dati alla mano, che spezza il cuore.

D: Il giorno stesso dell'inaugurazione di "Disapprovare la pioggia" è stata diffusa la notizia del suicidio del giovane videomaker Eric James Borges, cacciato di casa ed addirittura esorcizzato dalla madre perché gay. Il suo ultimo cortometraggio, dal titolo "Invisible Creatures", è un inno all’amore senza distinzioni sessuali.

R: Credo che l’unica associazione davvero utile sia L’AGEDO, perché spesso la prima e vera fonte di discriminazione sono i genitori. I genitori sono la ragione dei problemi di accettazione dell’omosessuale, perché ci hanno cresciuti con la convinzione che nessuno, a parte loro, ci ami davvero. Per questo, ciò che è davvero innaturale non è l’omosessualità, ma un rifiuto tanto tragico da parte di un genitore del proprio figlio. Per quanto riguarda “Invisible creatures”, purtroppo, in un mondo che non ha ancora capito come accettare qualcosa che esiste comunque, l’unica via è la pietà. Allora si parla sempre di omosessualità nei termini più rosei e romantici, nei film gli omosessuali muoiono sempre di morte tragica, e questo non fa che dipingere questo fenomeno di qualche tinta di straordinarietà che non permetterà mai l’inserimento, in diritto, nel tessuto sociale. La libertà a cui anelare è la libertà che sospende il giudizio. Non credo che gli omosessuali vogliano davvero essere promossi per buona condotta, vogliono solo “essere”, con tutto il buono e tutto il marcio che esiste in ogni essere umano, unico e irripetibile.

D: Vuoi accennarci qualcosa sui prossimi appuntamenti?

R: Nei prossimi appuntamenti parleremo di fumetti e in particolare di Ryoko Ikeda, l’autrice di Lady Oscar e dell’ambiguità sessuale nella società nipponica, con alcuni esperti del settore; racconteremo inoltre la storia di Carmilla, l’appassionata vampira nata dalla fantasia di Joseph Sheridan Le Fanu, il quale attribuisce al personaggio tutte le peccaminosità tipiche di un personaggio demoniaco, e principalmente, l’amore saffico; parleremo inoltre di Sarah Kane, di Pier Vittorio Tondelli, dell’Orlando di Virginia Woolf, di Pasolini; ricostruiremo, andando a zonzo per la storia, le alterne vicende della cultura omosessuale e del contributo che ha saputo dare sia alla vita che all’arte.

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