ROMA - "Noi e l'Ue siamo alla fine del tunnel". La ha affermato il premier, Mario Monti, parlando della crisi in collegamento con Radio Anch'io su Radiouno.
In particolare, osserva Monti, "ci sono state decisioni molto importanti prese a fine giugno e adesso ne stiamo vedendo conseguenze in termini di maggiore disponibilità sia delle istituzioni europee sia dei singoli Governi a fare la propria parte".
Sullo scenario politico Italiano il premier dice: "Lo scenario peggiore che voglio esorcizzare sarebbe quello delle elezioni che si tengono sì a scadenza naturale ma a cui si arrivasse senza una riforma della legge elettorale e in un clima di disordinata rissa tra partiti".
Occorre "seguire il monito del capo dello Stato". "Se si arrivasse alle elezioni senza la riforma della legge elettorale in un clima di rissa tra partiti, la combinazione di queste cose darebbe ai cittadini italiani la sensazione che la politica ha fatto grandi sforzi per sostenere questo governo ma non ha fatto i compiti in casa propria nel senso delle riforme da fare", precisa il premier.
Per Monti, se questo dovesse accadere, "i mercati internazionali sarebbero legittimati a nutrire scetticismo su quel che succederà dopo questo Governo".
Ci sarebbero, invece, meno rischi secondo Monti "se invece si continuerà con la prova di responsabilità e i partiti accoglieranno l'appello del capo dello Stato, facessero presto la riforma elettorale, si accingessero a mettere a fuoco i loro programmi, e rendessero esplicito in che modo pensano di dare continuità alla loro azione in rapporto alla disciplina europea".





