ROMA - I tagli previsti dalla spending review non piacciono e preoccupano. Sono rimasti solo l'UDC di Casini e il Pdl a sostenere l'azione del governo tecnico. I governatori delle regioni, il Pd e i sindacati sono invece sul piede di guerra: i tagli decisi sulla sanità e sugli statali metteranno in seria difficoltà Province e Regioni.
Saranno 18 mila i posti letto che verranno decurtati molto presto e questi interventi pesanti sulla sanità, settore da sempre al centro dell'attenzione del centrosinistra, inducono il segretario del Pd Pierluigi Bersani a commentare amaramente la spending review come "una mazzata" e a sostenere il pensiero dei governatori che sono fortemente preoccupati per le misure di austerity che andranno a toccare i dipendenti statali.
"La spending review così come è scritta è insostenibile" - ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. Questa volta i governatori sono tutti d'accordo, che siamo di destra o di sinistra. Turnata infatti anche Renata Polberini: "Non siamo in condizione di poter garantire i livelli essenziali".
Ben 26 miliardi di tagli in tre anni rischiano di mettere, secondo i sindacati e i governatori, l'Italia in ginocchio, perchè andranno ad incidere su servizi assolutamente necessari. Cgil e Uil sono già pronte ad organizzare lo sciopero generale, con la Camusso che parla di manovra recessiva. Mentre la Cisl veste ancora i panni di difensore del governo per ragioni di responsabilità per salvare l'Italia.





