ROMA - Oggi ci dovrebbero essere le votazioni per il rinnovo del Cda della Rai. Anche il premier Mario Monti ha detto che le nomine dovranno esserci in giornata. Non ci saranno altre attese. Pena il commissariamento.
"Il progetto per il commissariamento della Rai - ha aggiunto il presidente del Consiglio - è sempre qui, nel mio cassetto".
Il sottosegretario Antonio Catricalà ha consultato i leader della maggioranza per conoscere le loro intenzioni in vista del voto di oggi in Vigilanza. Nel caso il voto non ci fosse oggi, cosa temuta viste le votazioni andate a vuoto e la lunga attesa dei manager nominati dall'esecutivo - il commissariamento non mancherà.
Bersani, Casini e Alfano, sanno che gli elementi tecnici e giuridici per questa ipotesi ci sono. Ci sono anche i motivi economici, che in genere rappresentano la principale causa di gestione commissariale di un'azienda.
Un esempio il calo della pubblicità, che è scesa di 100 milioni. Il presidente uscente, Paolo Garimberti, ha già fatto sapere al governo e informalmente al Quirinale che l'attuale Cda è in carica solo per l'ordinaria amministrazione. Non affronta quindi misure di emergenza. Solo un commissario è in grado di salvare dalla crisi l'azienda radiotelevisiva. La nomina "irrituale" del presidente Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi è stata vissuta dai partiti come un commissariamento mascherato.





