BRUXELLES - L'accordo c'è stato. Nella notte a Bruxelles i Grandi d'Europa hanno affrontato il delicato vertice per salvare l'euro. L'accordo sullo scudo anti-spread imposto dall'Italia è stato trovato, così come quello sulla ricapitalizzazione diretta delle banche e sul ruolo dei fondi salva Stato. "La zona euro ne esce rafforzata" ha detto il premier italiano Mario Monti.
Le linee guida sul meccanismo pensato per stabilizzare i mercati e proteggere i Paesi colpiti dalla speculazione sono state approvate. L'intesa prevede che il fondo salva-stati dell'Unione intervenga nel caso in cui gli spread di una nazione virtuosa superino una soglia ancora da stabilire. Per la prima volta l'Italia ha saputo far valere le proprie ragioni in un incontro internazionale avendo come alleati Spagna e Francia. L'Italia, inoltre, "non ha intenzione in questo momento di avvalersene".
Monti ha posto il veto sull'intero pacchetto Europa, comprese le misure sulla crescita. La Merkel è rimasta spiazzata. Così come il finlandese Katainen e l'olandese Rutte che vogliono usare la crisi per aiutare i paesi del Sud, mantenere i propri tassi molto bassi e attrarre capitali. Una cosa inaccettabile e pericolosa per Roma, Parigi e Madrid.
Ora c'è l'accordo di principio, la stesura dei dettagli passa ai ministri delle Finanze che dovranno completarlo. La firma è prevista all'Eurogruppo del 9 luglio. Le prime indicazioni che arrivano da Tokyo danno ragione a Mario Monti. La moneta unica balza a 1,2530 dollari e a 100,10 yen.
Mentre con l'apertura sulla ricapitalizzazione diretta delle banche, la Spagna auspica di potere ricevere gli aiuti fino a 100 miliardi di euro per ricapitalizzare i suoi istituti di credito senza fare lievitare il debito pubblico.





