18 Maggio 2012

Giornata della memoria: Napolitano si commuove

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napolitanoROMA - Si è commosso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso al Qurinale in occasione della Giornata della memoria.

Era il 27 gennaio del 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa arrivarono presso la città polacca di Oświęcim, ai più nota con il suo nome tedesco di Auschwitz, scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. 55 anni dopo, il 20 luglio 2010 l'Italia aderisce alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di tutti coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

"Noi italiani - ha detto Napolitano nel suo discorso - chiudemmo i conti con il nazifascismo e con il nostro passato più buio combattendo la guerra di Liberazione e dandoci la Costituzione repubblicana. Ma non abbiamo smesso di cercare e diffondere la verità, guidati anche dalla grande luce della testimonianza e del messaggio di Primo Levi e su misfatti come quello delle leggi razziali del 1938 e delle loro conseguenze, abbiamo fatto conoscere la dura verità, negli ultimi anni come non mai".

Napolitano ha poi citato il protocollo siglato tra il ministro dell'Istruzione e le Comunità ebraiche, auspicando che sia questo un modo per rendere "la nostra scuola ancor più compiutamente 'una scuola di memoria'". Per il Presidente si tratta di un impegno "che rappresenta il miglior antidoto a quei rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza e di violenza" che il ministro dell'Istruzione, Francesco profumo, ha denunciato "come fenomeni per quanto marginali da stroncare sul nascere".

Anche il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha voluto celebrare questa giornata soffermandosi sui rischi di rigurgiti di antisemitismo. "Oggi più che mai la storia e la sua memoria chiedono l'impegno ed il coraggio di tutti ad ogni livello" ha afferamto Monti. "L'Italia e l'Europa - ha continuato - stanno vivendo un periodo delicato: crisi economica, ma soprattutto rischio di crisi di valori. In questo contesto, più che mai, occorre vigilare perché rigurgiti di antisemitismo, xenofobia, intolleranza non intacchino i nostri valori fondanti, vanificando lo sforzo che tutti insieme stiamo compiendo per consolidare la nostra convivenza civile".

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