BERLINO - All'indomani della dichiarazione del presidente della Bce, Mario Draghi, in base alla quale la Banca centrale europea farà tutto il necessario per salvare la zona euro, anche il Governo tedesco si è affrettato a dire che rispetta l'indipendenza della Bce e che farà anch'esso "tutto quello che è politicamente richiesto per mantenere insieme l'euro".
Eppure i segnali sono contrastanti. Nonostante l'annuncio ufficiale del Governo, dalla Germania arrivano messaggi che poco condividono quello lanciato da Monti.
Secondo l'Istituto bancario di Francoforte, la Bundesbank, infatti, un riavvio degli acquisti di bond da parte della Bce rendererebbe "confusa la demarcazione tra politica monetaria e fiscale".
Contrarietà agli interventi proposti da Mario Draghi anche da molti politici tedeschi.
Per la progressista 'Sueddeutsche Zeitung' la soluzione avanzata da Draghi è "debole, poichè non risolve nessun problema. Al contrario, nei Paesi in crisi dopo lo spegnimento dell'incendio finirà presto anche la voglia di riforme. A ciò va aggiunto che la Bce rischia i soldi dei contribuenti senza essere legittimata democraticamente".
Molto duro il commento del conservatore 'Die Welt' per il quale "la Bce si rivela un cavallo di Troia, che non difende più i principi, ma un'Europa in cui è il sud a comandare. La conseguenza sarà una redistribuzione a spese del nord senza risolvere alcun problema".
Pesanti anche i commenti della stampa e dlla maggioranza di governo tedesca.





