ROMA - Il provvedimento sui tagli alla spesa pubblica sembrava assolutamente urgente, ma dopo l'accordo trovato a Bruxelles, Mario Monti ha deciso che potrà concedersi qualche giorno in più prima di incontrare il suo esecutivo e dare forma alla spending review.
Ma i settori che saranno colpiti dalle forbici del governo si conoscono già: ministeri, Regioni, province, enti locali, e soprattutto la sanità. La spesa sanitaria è infatti proprio quella su cui il Premier Monti ritiene sia fondamentale intervenire: è infatti aumentata negli ultimi 20 anni in maniera considerevole e più di qualsiasi altra spesa (dal 1990 al 2009 è passata dal 32,3% al 37% della spesa pubblica per consumi collettivi).
Dai tagli alla sanità si prevede di recuperare un miliardo di Euro fino alla fine del 2012 e ben 1,6 miliardi l'anno prossimo. Ma dove si andrà a risparmiare nello specifico? Innanzitutto in un ridimensionamento dei tetti alla spesa farmaceutica sia ospedaliera che territoriale. Le riduzioni toccheranno però anche i contratti di fornitura di beni e servizi al servizio sanitario nazionale e le spese legate alle prestazioni in convenzione con le strutture private.
Oltre alla sanità, la spending review andrà a tagliare le spese anche del Ministero della Difesa e del Ministero degli Esteri. L'obiettivo è quello di evitare gli sprechi per ricavare le risorse necessarie a risolvere il problema degli esodati, per non essere costretti ad un ulteriore aumento dell'Iva e per assottigliare il nostro enorme debito pubblico.





