DAMASCO - Una risoluzione vincolante contro il regime è stata chiesta al Consiglio di Sicurezza dell'ONU dall'opposizione siriana. La misura è stata chiesta dopo il massacro, che secondo le organizzazioni dissidenti presenti sul territorio, avrebbe coinvolto oltre 200 persone un villaggio al centro della Siria.
Il regime ha giustificato il massacro accusando "gruppi terroristici" e alcuni "media assetati di sangue".
Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha detto: "Ciò che è accaduto ieri è spaventoso, c'è un crescendo della violenza in Siria, entro la settimana ci sarà una decisione per estendere la missione degli osservatori Onu. Vorremmo una missione più incisiva e muscolare, che possa avere anche la possibilità di difendersi".
All'adozione di nuove misure a carattere nazionale, si oppone la Russia. Come si legge da repubblica.it "l'avvio di qualsiasi operazione di peacekeeping in Siria - ha detto il vice ministro degli esteri russo Ghennadi Gatilov - è fuori discussione oggi senza il preventivo consenso delle parti e in questo momento il governo siriano "non è pronto".
Intanto il mediatore di Onu e Lega Araba Kofi Annan sarà lunedì prossimo a Mosca dove incontrerà il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov per discutere della crisi nel Paese.





